Scrivere un romanzo ucronico, o una serie di racconti legati tra loro da un solido filo conduttore, ispirato a un tema in qualche modo classico, l’Asse che vince la seconda guerra mondiale e governa il mondo, potrebbe sembrare, oltre che poco originale anche fin troppo ambizioso.
Come fare a rendere l’argomento, già più volte trattato in ambito sf, accattivante e, in qualche modo, innovativo?
Semplice. L’intuizione brillante dell’autore è quella di “ibridare” linguaggi diversi, unendo testo e fumetti, ma non in forme già conosciute, come, ad esempio, in una graphic novel, ma in un flusso costante di testo e singole tavole, o intere vignette, che vanno lette in sequenza come un unico, grande affresco.
Tutto inizia sotto forma di premessa con la Germania che riesce a sviluppare per prima l’arma nucleare con la quale bombarda le principali capitali nemiche sul territorio europeo, mentre i giapponesi, su supervisione teutonica, faranno lo stesso sugli Stati Uniti.
Da qui si dipana la storia del nuovo ordine mondiale con la Germania che controlla, con gli alleati, Europa continentale, Africa e America Latina, mentre il Giappone controlla Asia e Nord America.
Recensioni
Lo confesso. Quando vidi per la prima volta il trailer di Fubar, serie in otto puntate (per ora), con l’inossidabile Arnold Schwarzenegger nel ruolo di un agente segreto che svolge la sua attività all’insaputa della sua famiglia che lo crede un innocuo rivenditore di articoli per palestre, ho pensato che Harry Tasker fosse tornato.
Come da tradizione ormai consolidata nel panorama cinematografico eccoci al secondo film della trilogia di Diabolik dei Manetti Bros.
Uno dei vantaggi nello scrivere qualche riflessione su un film come Diabolik da parte di chi, saltuariamente e per puro diletto, si cimenta su questo sito è la sicurezza di avere talmente pochi lettori, e nessuno dei soggetti citati, da potersi esprimere senza timori particolari o trovarsi a dover confezionare uno scritto di pura natura promozionale.
Dune di Denis Villeneuve è uno splendido film che, nella migliore delle ipotesi, naviga molto vicino alla soglia del non necessario.

